Alcuni anni indietro, le opere di William Shakespeare rivivono un vero e proprio rinascimento con numerosi adattamenti per il grande schermo. Questa tendenza è stata tracciata dalle sue opere classiche come Riccardo III Un Uomo un Re con Al Pacino, Romeo e Giulietta di Baz Luhrman con Leonardo DiCaprio, Amleto, Enrico V, Molto rumore per nulla, di Kenneth Branagh, Otello di Oliver Parker, Il mercante di Venezia di Michael Ratford e da tanti altri film che hanno riscontrato grande successo sia a vari festival, che presso il vasto pubblico.

AMLETO è stato finora adattato innumerevoli volte per palcoscenici teatrali e per il grande schermo, ma adesso per la prima volta viene adattato completamente in lingua dei Rom. Quattro secoli dopo che era stato liberato dalla penna dell’immortale Shakespeare, vagheggia lo spettro del padre di Amleto in cerca di vendetta. Quello che nelle opere di Shakespeare sono regni e reggie, in questo film viene rappresentato da un abitato zingaro nei sobborghi di Belgrado, dalle favelas - capanne, raccappezzate da tutto ciò che ha perso qualsiasi significato e valore per gli altri. È proprio in quella “ricchezza” che i protagonisti di questo dramma “vivono” le proprie parti, con l’autenticità che può essere portata avanti soltanto dalla spontaneità sincera degli attori amatori. Qui il delitto non è privilegio che scaturisce dai ragionamenti nobili e dalle decisioni etiche, ma una reazione istintiva per la ridistribuzione ingiusta dei rifiuti. Queste scene dell’apocalisse, sono una visione che si avvicina maggiormente all’Inferno moderno, un palcoscenico su cui viene di nuovo raffigurato, ma sicuramente in modo diverso, il dramma del principe Amleto.

La realizzazione del film AMLETO ha avuto inizio l’anno scorso, quando era stata ultimata la versione finale della sceneggiatura, scaturita dalla collaborazione del regista del film Aleksandar Rajković - della Serbia, di Ana Marija Jermoljuk - dell’Argentina e della famosa attrice jugoslava Dušica Žegarac. A Milad Tauk - del Libano, è stata affidata la cura della fotografia, la scenografia a Silvia Strozzi - dell’Italia, e sono presenti anche altri membri internazionali dell’équipe. Oltre a due attori professionisti, tutte le parti sono state assegnate agli attori amatori Rom, e così accanto a Petar Božović, grande attore serbo, ed Igor Đorđević, attore teatrale leader di Belgrado, per la prima volta appaiono sul grande schermo anche: Zoran Kostić, Jovan Fetovski, Zoran Simić, Suzana Petrović, Mirjana Šišić, Zdravko Ranković ed altri.

Il nostro obiettivo è quello di far arrivare questo film al maggior numero possibile dei festival cinematografici, nonché a numerose manifestazioni allestite dalle comunità etniche dei Rom in più di 250 paesi in tutto il mondo. La rappresentazione ai festival costituisce soltanto l’inizio della vita del nostro film e fa parte della sua promozione affinché la prima del film, prevista per il mese di settembre, possa quanto prima avere una distribuzione mondiale.